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Tempietto a San Concordio

Lorenzo Nottolini (1797-1851) è stato definito come il "sensibile interprete della città e del territorio lucchese".

Ebbe la fortuna, ma possedeva anche le capacità, di operare nel periodo delle grandi trasformazioni urbane (1805-1847) volute da Elisa Bonaparte e proseguite da Maria Luisa di Borbone e da suo figlio Carlo Ludovico.

Fu allievo e collaboratore di Giovanni Lazzarini, esecutore della nuova Piazza Napoleone voluta da Elisa, e ben presto, dopo una serie di approfondimenti conoscitivi e perfezionamenti formativi avvenuti con "un progresso non ordinario" nell'ambiente culturale del neoclassicismo, a Firenze, a Roma con Valadier e a Bologna presso l'Antolini, venne nominato da Maria Luisa architetto regio (1818). I suoi numerosissimi disegni sono conservati presso l'Archivio di Stato di Lucca e il territorio e la città sono segnati dai suoi interventi.

Il suo lavoro abbraccia tutti i settori operativi dell'architetto: dall'arredo urbano (quali ad esempio le fontane nella città e i lavori per la passeggiata della Mura, dal 1818 al 1820), all'architettura degli interni (esemplari la scala e la galleria delle statue nel palazzo Ducale, eseguiti dal 1818 in poi; il disegno di caminetti, di mobili, di tappezzerie), alle opere di restauro (come quelle eseguite alla chiesa di Sant'Alessandro nel 1838 e al castello di Nozzano nel 1822; all'anfiteatro, dal 1830 al '39), alla edificazione di chiese (si veda la cappella Orsetti al cimitero urbano, del 1822), ai conventi (notevole quello dell'Angelo sui colli della Brancoleria, a nord della città, del 1827), agli edifici pubblici (la cavallerizza coperta, del 1822; il progetto per le scuderie reali, del 1839), alle ville (il casino di caccia di Carlo Ludovico a Pieve Santo Stefano, dal 1837 al '43; la villa reale di Marlia con la Specola, dal 1819 in poi), ai ponti (il più noto è quello sospeso, detto "delle catene", a Fornoli, del 1839), alla realizzazione di strade (la via Ludovica), oltre ad una vera e propria opera di pianificazione territoriale e di sistemazione paesaggistica che si può riscontrare nei lavori per l'arginatura del Serchio, nel "gran progetto" per la bonifica idraulica della pianura lucchese, nella sua più rilevante opera (esemplare per il rapporto tra intervento dell'uomo e l'ambiente) costituita dall'acquedotto e dalle opere di captazione delle acque nelle colline di Guamo (dal 1822 al '34), all'urbanistica (il piano regolatore di Viareggio, tra il 1820 e il 1825).

Fontana in
Piazza S. Salvatore

Insieme a Nottolini operano, più o meno negli stessi anni, altri architetti che promuovono e realizzano la nuova forma urbana dell'Ottocento.

I principali sono: Giovanni Lazzarini (1769-1834), suo figlio Cesare Lazzarini(1806-1870), Giuseppe Pardini (1799-1884). Tra i principali lavori realizzati, nel centro storico, da Giovanni Lazzarini, oltre alla piazza Napoleone, si elencano: il progetto della via Elisa (1808-'10), l'apertura della porta Elisa (1809), la ristrutturazione del convento di S. Francesco e della Quarquonia (1810-'17), la ristrutturazione del teatro del Giglio (1818-'19), gli "abbellimenti" alle Mura (1818-'24), la sistemazione della piazza S. Francesco (1827), il Caffè delle Mura (1833). Cesare Lazzarini, dopo la morte del padre nel 1834, viene nominato architetto comunale con l'incarico di proseguire la sua opera di "abbellimento" della città.

Il nome di Cesare Lazzarini è presente nella maggior parte dei documenti che vanno dal 1834 al 1869 e oltre duecento sono i disegni da lui firmati che riguardano interventi sul decoro urbano, sul colore e sulle facciate di vari edifici della città; tanti e tali da configurarsi come un vero e proprio piano della nuova immagine del centro storico di Lucca, ancora oggi riscontrabile anche dall'osservatore più frettoloso.

Tra i principali lavori di Giuseppe Pardini, nella città di Lucca, si ricordano: la lampada votiva per il Volto Santo (1836), la sistemazione del sagrato e il restauro della basilica e del campanile di S. Frediano (1840-1870), il restauro della chiesa di San Michele (1857-1866), il progetto del nuovo istituto delle Belle Arti (1861), il restauro della torre Guinigi (1866), la realizzazione del nuovo ospedale Galli Tassi (1870-1876), il restauro della chiesa di S. Maria Forisportam (1874-1877) e molti lavori per la committenza privata.


Si ringraziano:
  Comune di Lucca, per i testi

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