Lucca Pre-romana
Lucca Romana
Lucca nel Medioevo
I Guinigi
Le torri
Elisa Bonaparte
Gli architetti
Mura e giardini
Il teatro del Giglio
I musicisti
I santi
Scrittori
Puccini
Versilia
Valle del Serchio
Ville di Lucca
 
 
 

Un tratto delle Mura di Lucca tra il baluardo San Colombano e Porta San Pietro

La parte più integra e preziosa di Lucca, come città d'arte, è senza dubbio quella medievale. Quasi intatte e ben conservate sono infatti le opere monumentali rimaste. Il percorso storico di questo periodo contempla le mura fortificate, le torri, case-torri, domus a vita, le chiese che caratterizzarono la vita religiosa della città. Per avere una conoscenza adeguata della sua ricchezza monumentale è però necessario risalire indietro nei secoli e ricostruire, anche se brevemente, la storia di Lucca, dopo la caduta dell'impero romano (476 d.C.), allorché si ebbe un periodo di transizione nel territorio.

Questa fase , che comunemente viene racchiusa tra l'età Tardo Antica (III-V sec.) e l'Alto Medioevo (VII-IX sec.) è caratterizzata da una grande crisi economico - politico - amministrativa, che si ripercuote in campo edilizio. Storicamente, oltre alla decadenza dell'impero, si ha l'assoggettamento a quelle che vengono definite le tribù barbariche. Lucca, che non fu certo risparmiata, fu anzi meta di varie stirpi di barbari a partire dai Goti, per passare a quella dei Longobardi dalla metà del 500 alla metà del 700, che rese la città capitale del Ducato di Tuscia. Nella parte finale della dominazione longobarda, fu proprio in quanto capitale del Ducato che Lucca si risollevò da un punto di vista economico, anche se fu poi nuovamente assoggettata dai Franchi per giungere al periodo dell'affermarsi dei Feudi e quindi della completa rinascita economica già in buone condizioni finanziarie.

Grande periodo di floridezza fu quello conseguente all'affermarsi dei Comuni su tutto il territorio e di Lucca in particolare. Ma tornando indietro nel tempo, intorno al VII secolo, dopo che Costantino nel 313 e Teodosio, poi, nel 380 diedero libertà di culto , si ebbe la fioritura di quella miriade di chiese (se ne contarono 51 nell'ambito delle mura romane tra l'VIII e il IX secolo), alcune delle quali tuttora permangono intatte in Lucca, senza aver subito una particolare ristrutturazione. La crisi politica, tuttavia, che si era creata ai tempi di Teodosio e che evolve poi nella caduta dell'impero romano, ebbe un effetto devastante sull'economia e quindi sull'edilizia.

Un tratto delle Mura di Lucca con i baluardi San Colombano e San Regolo

Questo deriva dal fatto che si registrò un completo sfascio delle istituzioni politiche per effetto delle invasioni barbariche e in particolare ad opera dei Longobardi. Questo popolo, infatti, proveniente dalla Scandinavia, non aveva alcun concetto in materia di legge e politica ed era dedito a scorrerie abitudinarie, dalle quali ricavava, mediante saccheggio, i mezzi per vivere. Fu proprio durante il periodo di dominazione longobarda che l'Italia fu suddivisa in vari ducati, ad eccezione di un governo monarchico nell'Italia settentrionale dove il re aveva pieni poteri. Di tali ducati sono da ricordare quello di Spoleto ed in particolare modo di Tuscia, della quale Lucca fu messa al comando. Il palazzo ducale fu costruito all'esterno di quelle che erano le mura romane, in prossimità di Piazzale Verdi. Nell'area invece ad Est dell'attuale Piazza Napoleone fu fatto costruire il palazzo del re, da cui Lucca era comunque dipendente. Per questa coesistenza di due centri politici diversi Lucca diventò città policentrica, mutando radicalmente la struttura centripeta, intorno al Foro , dell'epoca romana.

Successivamente, l'affermarsi del cristianesimo, dopo l'operato del vescovo Frediano e la conversione dei Longobardi, determinò la nascita di uno stretto rapporto fra ducato e diocesi, che produsse il fiorire di imponenti fondazioni ecclesiastiche e nel contempo il massimo fulgore politico ed economico della città di Lucca. Dentro le mura, oltre alle chiese, si snodavano i vicoli e le corti, che erano dotate di portone ad ogni ingresso. All'esterno, invece si vennero a formare le prime tre vie che furono dette "rughe di S. Frediano": una parte di Via Fillungo, Via Fontana e Via Anguillara. Il cardine massimo, proprio dove si trovava la porta delle mura romane, fece una deviazione. Nell'alto Medioevo si formarono, infatti, dei borghi intorno alla chiesa di San Frediano, intorno ai ruderi dell'Anfiteatro romano e intorno alla Chiesa di San Pietro in Somaldi.

Con il crearsi di questi centri di attrazione della vita quotidiana, una delle tre rughe divenne la via principale, che separava il borgo di San Frediano da quello di San Pietro in Somaldi e dell'Anfiteatro che si trovavano rispettivamente a Nord e a Sud. Inoltre la chiesa di San Frediano, mentre prima aveva la facciata rivolta verso l'esterno della città, in epoca medioevale, con lo sviluppo dei borghi, ebbe la facciata invertita nella sua posizione, nel senso che questa venne ad occupare il posto dell'abside. Questo dovuto anche al fatto che tra il 1050 e il 1200 si vennero a costruire le mura medievali che bloccarono lo sviluppo della vita nel nord della città. In periodo comunale la città vide il fiorire dei commerci, la seta in particolare (seguendo il percorso della Via Francigena) e dell'edilizia cittadina, con la nascita di torri, case - torri, domus a vita, che ancora oggi si possono ammirare in tutta la loro bellezza architettonica. Positivamente influì successivamente anche la dominazione di Castruccio Castracani e la signoria di Paolo Guinigi, durante le quali Lucca raggiunse il suo massimo splendore.