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Le Mura di Lucca

Le Mura di Lucca, costruite tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del XVII secolo, rappresentano un sistema fortificato che si è mantenuto integro fino a oggi con la continuità della cortina in laterizio dalla quale emergono alcuni tratti del paramento lapideo della cinta medievale, i baluardi protesi verso l'esterno a memoria del sistema di fiancheggiamento del tiro, le porte con le immagini devozionali, le casermette, gli spalti, i fossati, le sortite, le possenti alberature in sommità delle quali filtrano le emergenze turrite delle torri e dei campanili. Passate attraverso il processo di trasformazione della città, hanno con essa formato un insieme inscindibile.

La loro particolare caratteristica di fortificazioni "alla moderna", con spalti esterni e terrapieni erbosi ha favorito la conversione del complesso in un avvolgente parco urbano.

Le stesse alberature, piantate fin dall'epoca della costruzione della struttura militare a scopi strategico - funzionali, sono state sostituite con piante dalle ampie fronde per ombreggiare la passeggiata. E se la città rinascimentale condivideva con le altre città fortificate europee un sistema difensivo bastionato sormontato da una fitta cortina arborea, a Lucca questo sistema ha mantenuto inalterato il carattere di "sistema" organico con la città e in stretto dialogo con il territorio, con quella "città di ville" che si dispiega nella corona collinare formando un fitto tessuto di architetture e giardini. Si può percorrere l'arborato cerchio osservando la città dall'alto, capirne meglio il disegno, individuare i monumenti per poi raggiungere il cuore cittadino attraverso le tante discese che si incontrano lungo il percorso.

Il percorso aereo che rimanda ai mitici giardini babilonesi e all'utopia rinascimentale della città su più livelli si giustappone alle suggestioni del percorso sotterraneo, occulto e perscrutabile solo a tratti che evoca le antiche strategie di difesa dove la guerra e la pace si materializzano nel continuo rapporto tra le tenebre e la luce, tra l'interno e l'esterno del recinto fortificato. Il parco delle mura è un condensato di frammenti, di memorie, di testimonianze della vita militare e civile insieme; la stratificazione delle cinte medievali e rinascimentali visibili su alcuni bastioni, la casa del Boia, le porte e le casermette (oggi adibite a funzioni culturali quali Centro Internazionale per lo Studio delle Cerchia Urbane, emeroteca, biblioteca per i ragazzi, mostre, incontri, stage) l'Antico Caffè delle Mura realizzato nel XIX secolo, quando i Borboni vollero qualificare la vocazione ludica e ricreativa del parco, l'Orto botanico, fondato nel 1820 nell'area del baluardo di San Regolo dove anticamente, nei momenti di pace, si praticava il gioco del pallone. L'Orto, con le sue collezioni di piante erbacee, igrofile, di alberi da fiore, rappresenta il legame diretto con i giardini della città e del territorio.

Il Giardino di Palazzo Pfanner

Dall'Orto si può raggiungere l'hortus conclusus del complesso di San Micheletto che ricorda l'impianto dei giardini monastici con l'immagine votiva e i percorsi regolari dove si coltivano i frutti e le piante simboliche del culto mariano e, oltre via Elisa (il tracciato napoleonico che conduce alla porta aperta ai primi del XIX secolo), il giardino della villa Buonvisi Bottini, delimitato dal muro di cinta finestrato, con il ninfeo cinquecentesco attribuito a Bartolomeo Ammannati, incrostato di spugne, di stucchi, di emblemi marmorei che rappresenta lo scenario conclusivo della visuale prospettica della villa e rimanda alle tante testimonianze dell'architettura manierista e barocca presenti nei parchi delle ville circostanti la città. Di queste ne concentra e anticipa gli aspetti colti e raffinati che dimostrano gli stretti legami della cultura lucchese con Firenze, Roma e l'Europa.

Dalle Mura si coglie il disegno del giardino di Palazzo Pfanner (Sec. XVII), ancora oggi di proprietà della famiglia e aperto al pubblico, che affascina lo spettatore per la reciprocità delle vedute offerte sia dall'edificio, con la scenografica scalinata, sia dal giardino. Questo si sviluppa tra il Palazzo e le mura secondo un asse prospettico centrale segnato da una teoria di statue allegoriche; al centro è una vasca ottagonale sul cui bordo emergono le statue dei 4 elementi. Il percorso culmina con la facciata della limonaia, instaurando un legame con la città che trapela non solo dalla presenza delle mura nella prospettiva privata, ma anche da alcuni monumenti simbolo come il campanile di San Frediano, vero perno visuale del giardino.

Città e territorio sono uniti fisicamente e simbolicamente dal parco delle mura che fanno della città stessa un grande giardino dove la Natura trionfa su Marte - per usare un'espressione della poetica tardo settecentesca - offrendo un'eccezionale panoramica sul paesaggio urbano e sui dintorni dove monumenti e giardini segreti, chiese e ville si dispiegano nella cornice spettacolare delle monumentali quinte urbane.


Si ringraziano:
  Comune di Lucca, per i testi