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La Piazza di S. Frediano coperta di fiori per la Festa di S. Zita

Attorno all'immagine del "Volto Santo" è fiorita a Lucca la santità, con una frequenza ed una originalità d'impronta che la rende unica nella terra toscana. Lunga è la serie dei nomi: Paolino, Vescovo, patrono di Lucca festeggiato il 12 luglio; Frediano, anch'egli Vescovo, che secondo la tradizione deviò le pericolose acque del Serchio dalla città, Anselmo, Zita, Giovanni Leonardi, Angelo Orsucci, Maria Domenica Barbantini, il Curatino di Viareggio, Elena Guerra, Gemma.

E' il messaggio del Volto Santo che rivive nelle figure dei Santi patroni, dei Religiosi, degli Educatori, dei Missionari, dei Laici, dei Martiri, delle donne che lo hanno espresso, con Santa Zita prima e Santa Gemma poi, sino al vertice dell'esperienza mistica. Nata a Monsagrati, Zita passò buona parte della sua vita a servizio in casa Fatinelli ed è ricordata per la sua grande carità verso il prossimo; tanti sono i miracoli a lei attribuiti, tutti in aiuto dei poveri e dei diseredati: fra questi uno in particolare ha connotato poi, con una particolare impronta, il suo culto: la trasformazione del pane destinato ai poveri in rose e fiori.

Il corpo incorrotto della Santa riposa nella Basilica di San Frediano nella cappella della famiglia Fatinelli a Lei dedicata all'interno della quale 5 tele di Francesco del Tintore ne rappresentano i miracoli tradizionali. La Santa morì il 27 aprile 1278 ed ogni anno, in quel giorno la città festeggia la "Vergine dei fiori e della carità" con una grande esposizione di fiori che inondano le vie del centro storico in onore della sua poetica santità. Nata nel 1878 a Camigliano, nei pressi di Lucca, Gemma, orfana di madre a soli otto anni, si ammalò presto di una grave malattia alla spina dorsale dalla quale guarì miracolosamente. Da quel momento iniziarono le prime esperienze mistiche, con predizioni, sudori di sangue nei momenti di preghiera, fino alla comparsa delle stigmate. Gemma morì di tisi a soli venticinque anni. Beatificata nel 1932, venne proclamata Santa nel 1940. Riposa nel Santuario innalzato in suo onore fuori Porta Elisa, sede del Monastero Passionista delle suore di clausura e ricco di opere moderne di scultura, pittura ed oreficeria.

I Santi lucchesi sono come le porte delle mura della città: essi danno accesso alla visione ed alla comprensione di una Lucca "interiore": incontrare Lucca in questo anno giubilare è anche intendere e raccogliere la preziosità di questa sinfonia che canta con voce inconfondibile l'intramontabile "oggi" di Gesù Cristo.


Si ringraziano:
  Comune di Lucca, per i testi